A.C.R.

  • Su misura per te! Iniziativa annuale 2021/2022

    Nella mia comunità Signore aiutami ad amare, ad essere come il filo di un vestito. Esso tiene insieme i vari pezzi e nessuno lo vede se non il sarto che ce l’ha messo.

    Tu Signore mio sarto, sarto della comunità, rendimi capace di essere nel mondo servendo con umiltà, perché se il filo si vede tutto è riuscito male. Rendimi amore in questa tua Chiesa, perché è l’amore che tiene insieme i vari pezzi.

    Madeleine Delbrel

    Nellʼanno in cui il cammino Acr accompagna i bambini e i ragazzi a scoprire il mistero di Gesù Cristo e in esso il desiderio di originalità e unicità, entriamo insieme nella sartoria, il luogo fisico in cui si realizzano abiti, ma anche e soprattutto un laboratorio artigianale, dove si esprime l’arte del creare e dove si può  sentire esclamare quello che è il nuovo slogan: “Su misura per te!”

    Il sarto  è un artigiano  che da un pezzo di stoffa crea su misura “un abito unico”. Dalla scelta dei materiali al disegno dal cartamodello al taglio e cucito dalla prova dell’abito alle decorazioni, il vestito viene lavorato interamente a mano, perché il risultato finale si adatti perfettamente alla persona che lo indosserà e parli di lei. La sartoria è quindi il luogo in cui ognuno è guardato per ciò che è, con tutte le caratteristiche e peculiarità che gli sono proprie, grazie alle quali viene progettato qualcosa di unico e irripetibile. Nessun abito sartoriale è perfettamente identico a un altro e per realizzarlo è necessaria molta  attenzione e cura. Per la persona che lo indossa,il vestito sembra essere talvolta, un altro se stesso: «Il vestito di un uomo, la bocca sorridente / e la sua andatura rivelano quello che è» (Sir).

    Nella sartoria prende forma la novità e la  creazione di un abito è sempre pensata per qualcuno, confezionato su misura e non è mai la copia di un altro.

    Nella ciclicità delle categorie il 2021-2022 è proprio l’anno della novità e i bambini e ragazzi sono accompagnati dal Vangelo di Luca a mantenere lo sguardo fisso su Gesù. Il Dio rivelato da Gesù Cristo veste i panni dellʼumanità e la riconduce alla sua forma più autentica: Gesù è il maestro che si riveste di regalità per indossare il grembiule del servizio (cfr. Gv 13,4).

    L’icona biblica è il Vangelo di Luca, capitolo 4 dai versetti 14 – 21. Siamo nella sinagoga di Nazaret, il villaggio dove Gesù è cresciuto fino a circa trent’anni. Ciò che vi accade è un avvenimento importante, che delinea la missione di Gesù. Tra lo stupore generale esclama:“Oggi Si È compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato” (v. 21) quasi a dire “è su misura per me!”. Evangelizzare i poveri: questa è la missione di Gesù, secondo quanto Lui dice; questa è anche la missione, fatta su misura per ciascuno, di ogni battezzato nella Chiesa. Essere cristiano ed essere missionario è la stessa cosa perché annunciare il Vangelo, con la parola e, prima ancora con la vita, è la finalità principale della comunità cristiana e di ogni suo membro.

    La domanda di vita che caratterizza questo anno è “Mi guardi?” ed esprime il desiderio di essere visti per i piccoli e per il ragazzo la ricerca dell’attenzione dei suoi coetanei o degli adulti attraverso, alle volte, anche i modi più svariati e bizzarri. Tutto dice del bisogno di autenticità e originalità che ciascuna vita  porta con sé.

    Le quattro fasi del cammino dei ragazzi sono scandite dalle lavorazioni di sartoria: l’ispirazione e i materiali, il taglio e cucito, l’abito su misura, gli accessori e le decorazioni.

    Un intero anno da vivere con la curiosità tipica di chi attende qualcosa di nuovo! E allora non resta che entrare in sartoria, farci prendere le misure e indossare l’abito fatto su misura per noi!